Venti20

Un viaggio nel passato per poter capire il presente. È da qui che parte “Venti20, I vent’anni del 2000”, una nuova produzione originale di TV8 condotta da Alessio Viola, giornalista di Sky TG24 e nuovo volto del canale, con l’obiettivo di ripercorrere e rivisitare gli eventi che da inizio millennio hanno segnato un’epoca, definendo il nostro presente. Il programma sarà in onda in prima visione assoluta dal 12 giugno, tutti i venerdì in seconda serata.

Alessio Viola veste i panni del viaggiatore, sempre in movimento nel tempo e nello spazio, che torna sui luoghi simbolo del passato per entrare “materialmente” dentro quegli anni per farceli rivivere. Si avvale di una regia che gli permette di diventare un esploratore del tempo, entrando nei video di repertorio e interagendo direttamente con i protagonisti dell’epoca.  E si rapporta con giornalisti e testimoni, che forniscono diversi punti di vista e spunti di riflessione, e che ci aiuteranno a comprendere meglio il significato profondo di questi ultimi 20 anni.

La serie non manca di interrogarsi sul futuro, partendo da una riflessione sul presente. La pandemia del Covid-19 è lo spartiacque tra come era e come sarà il mondo. I Venti20 sono anni irripetibili, così vicini nel tempo ma allo stesso tempo così già intrisi di storia. Proprio per questo al termine del suo viaggio, Alessio Viola si chiederà quali scenari futuri ci aspettano, consegnando tre previsioni a una capsula del tempo.

All’inizio di ogni puntata verrà lanciato un tag, termine che strizza l’occhio al lessico del terzo millennio, ossia un tema dominante, al fine di introdurre settimanalmente con domande semplici e popolari il tema da cui prende le mosse il viaggio di Viola.

I temi trattati spaziano dai fatti di cronaca che hanno segnato la nostra storia e le nostre coscienze, alla potenza dell’immagine e della sua divulgazione, passando per l’evoluzione delle relazioni sentimentali attraverso i social e le app di incontri. Al centro dell’attenzione ci sono anche la tendenza sempre più diffusa di raccontare in tv le storie di cronaca nera dal punto di vista dei cattivi, l’annoso tema del cambiamento climatico, di cui la giovane Greta Thumberg è il manifesto delle nuove generazioni, e, infine, l’interconnessione, favorita dallo sviluppo di Internet, che permette di abbattere le distanze anche nella vita politica.

La prima puntata racconta l’impensabile, eventi che se non avessimo vissuto, avremmo faticato a credere possibili. A partire dalla pandemia di Covid 19 che ha colto di sorpresa il mondo intero, con immagini di un’Italia vuota, ospedali trasformati in trincee, bare portate da camion dell’esercito.

Ma è ancora lungo è l’elenco delle cose che ci sembravano impossibili e che abbiamo visto in questo inizio di millennio: due aerei che colpiscono a morte le torri gemelle nel cuore di Manhattan, un ponte di cemento armato, quotidianamente percorso da centinaia tra automobili e camion, che in un giorno di pioggia d’agosto si sgretola come un castello di sabbia, due Papi per la prima volta nella storia della religione Cristiana, l’Italia degli azzurri, che dopo il più grave scandalo calcistico della nostra storia, arriva ai mondiali di Germania e li vince, il drammatico naufragio di una nave da crociera, non nei mari aperti del nord per un distacco improvviso di un iceberg, ma un secolo dopo, al largo di un’isola italiana.

Lo credevamo impossibile, la storia ci ha insegnato che Everything is possible.